Matrimoni di coppie omosessuali e unioni civili

In natura esistono relazioni spontanee (affettivo-sessuali) fra persone. Quelle di gran lunga più  diffuse coinvolgono  persone eterosessuali; ma spesso non  hanno fini procreativi. Il matrimonio è un fatto istituzionale che fornisce un riconoscimento simbolico nonché un insieme di diritti e doveri a chi decide di sposarsi. La grandissima varietà di simboli e diritti/doveri storicamente associati all’istituto del matrimonio conferma che le varie culture decifrano in modi diversi le relazioni “naturali”. Molti eterosessuali peraltro si sposano senza il progetto di fare figli o ben sapendo di non poterli (più) fare per ragioni biologiche. Nei Paesi OCSE quasi metà dei bambini nascono fuori dal matrimonio. Negli ultimi decenni, in risposta ai mutamenti sociali, moltissimi governi hanno esteso il matrimonio alle coppie omosessuali. Anche alcune confessioni religiose cristiane nel mondo anglosassone celebrano questo tipo di matrimoni. E’ lecito pensare che la procreazione sia la quintessenza del matrimonio. E’ altrettanto lecito pensarla diversamente, senza per questo essere derisi.

Come marito e padre, mi è chiaro che non tutte le relazioni di coppia sono uguali.  Penso però che le differenze non giustifichino limitazioni in termini di diritti e libertà, soprattutto libertà “da”. Mi sembra di capire che Gerardo Bianco si opponga al   matrimonio fra partner dello stesso sesso, ma non alle unioni civili. Bene. Orazio avrebbe detto: cogliamo felici i doni del momento. Procediamo dunque con le unioni civili. Senza se e senza ma.

 

Questo articolo è comparso anche su Il Corriere della Sera del 20 gennaio 2015 

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